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OBIETTIVI

Il Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri  di pone i seguenti obiettivi principali:

  • organizzare e rendere operativi i piani per la prevenzione, la diagnosi e il controllo delle malattie endemiche;
  • rendere possibile la conduzione locale di una ricerca scinetifica mirata alla messa a punto di nuovi mezzi di controllo delle stesse malattie;
  • avviare programmi per la formazione del personale locale.

Sin dalla sua nascita, il Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri rappresenta una risorsa per la salute dell’arcipelago di Zanzibar.

  • È inserito nel sistema sanitario locale, che rinforza e supporta coordinando interventi a beneficio dell’intera comunità, sia a fronte di emergenze sia nel controllo generale delle malattie diffuse sul territorio.
  • Fornisce dati utili alle autorità sanitarie per l’impostazione dei piani e degli interventi a favore della salute della comunità.
  • I risultati delle ricerche svolte al PHL-IdC in questi anni, e di quelle che si svolgeranno in futuro, sono resi disponibili alla conoscenza globale del mondo scientifico.
  • E’ centro di raccolta e analisi de dati sanitari della popolazione di Pemba utilizzati per pianificare e programmare interventi mirati sulla base della situazione sanitaria.
  • Rappresenta un centro di formazione per operatori sanitari sia locali sia internazionali, base necessaria per l’autonomia futura e contrasto al grave fenomeno di fuga dei cervelli che impoverisce i Paesi già in grave difficoltà.

Il Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri (Public Health Laboratory Ivo de Carneri, PHL-IdC) lavora in tre ambiti principali:

  • controllo e sorveglianza delle malattie endemiche;
  • ricerca applicata;
  • formazione.

Dall’inizio delle attività, inaugurate ufficialmente il 12 giugno 2000, a oggi il PHL-IdC ha aperto diverse possibilità di ricerca, controllo e cura delle malattie della comunità, fra cui:

  • coordinamento studi su popolazione e interventi prevenzione e cura malattie;
  • controlli di qualità in diagnosi di malaria e di tubercolosi;
  • studi di prevalenza, efficacia terapie, applicabilità interventi di prevenzione per schistosomiasi e parassitosi intestinali;
  • studi su malnutrizione e su effetti di integrazioni alla dieta rispetto allo sviluppo motorio dei bambini in zone con malaria e parassitosi intestinali;
  • controllo qualità delle acque, che ha permesso e permette una risposta pronta ed efficace a epidemie di colera;
  • raccolta dati epidemiologici su diffusione malattie, necessari per impostare piani di prevenzione e cura e per monitorarne effetti:
  • formazione di personale sia locale sia internazionale.

 

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